C’è Aikido senza contatto?

C’è Aikido senza contatto?

Il contatto fisico è certamente una delle parti più importanti, non solo dell’Aikido, ma della vita in generale. 

La ricerca scientifica dimostra come il contatto sia tra i bisogni fondamentali per la salute; la mia stessa professione, da 15 anni, si basa sul potere del contatto e dell’espressione corporea.

Quindi la vera domanda che farei è:

"Che vita è senza contatto?"

Per me la risposta è molto semplice: “Non ci può essere vita senza contatto!”

Figuriamoci se può esserci Aikido senza contatto…

Ma allora cosa stiamo facendo? I nostri allenamenti all'aperto non sono Aikido? Stiamo facendo solo un po' di ginnastica?

Nient’affatto, quello che stiamo facendo sono allenamenti di Aikido tra i più importanti, perché stiamo trasformando gli eventi che la vita ci presenta in occasioni per scoprire aspetti dell’Aikido spesso nascosti.

Vorrei farti riflettere sul fatto che, pur mantenendo le distanze previste dalle norme (e sai quanto sono prudente in questo), non è assolutamente vero che non c’è contatto nei nostri allenamenti.

Vorrei farti riflettere sul fatto che stiamo utilizzando gli eventi per imparare a restare in contatto e a comunicare su livelli diversi e più espansi.

Ecco un elenco di tutti i modi in cui, consapevoli o no, durante i nostri allenamenti sperimentiamo il contatto e, attraverso quello, pratichiamo Aikido:

  • Voce, che trasporta informazioni ed energia;
  • Occhi, che raccolgono immagini e trasmettono intenti;
  • Mente e pensiero, per fare ordine, creare, trasformare e trovare nuove strade;
  • Campo energetico, per percepire il gruppo, intuire come stiamo, quali sono i nostri bisogni;
  • Bastone e spada, che ci mettono in contatto con i nostri limiti e le nostre rigidità, che ci insegnano la coordinazione e l’equilibrio;
  • Riflessione e meditazione, che ci mette in contatto con i simboli dell’Aikido e il nostro Cuore;
  • Informazione, che deve trovare modi per arrivare e per organizzare;
  • La tecnologia, che ci mette in contatto con la nostra razionalità, mostrandoci l’importanza di saperla usare nel modo corretto;
  • Il freddo, che ci insegna l’importanza del respiro, dell’equilibrio tra volontà e saggezza, che ci insegna l’importanza di imparare a generare calore in noi, (con tutto il significato simbolico che questo porta…);
  • Le stagioni, che ci mettono in contatto con l’impermanenza di ogni cosa, la quale a sua volta cela la nostra eternità;
  • Il contatto con il Sole, che ci mostra ogni giorno l’abbondanza e la generosità;
  • Il contatto con il buio, che ci permette di sconfiggere i demoni della paura;
  • Lo spazio ed il tempo, che ci mostrano quali sono le nostre responsabilità, così da imparare il rispetto e l’amore
  • Il contatto con i Maestri, i quali non hanno mai amato la ripetizione a pappagallo dei loro insegnamenti, ma sostengono e proteggono chi sa raccoglierne l’essenza e trovare i modi più adatti per farla scorrere.

Non passa giorno in cui non senta il desiderio tornare ad una pratica senza restrizioni di alcun tipo. Ma come praticante di Aikido, ho il principale dovere di occuparmi delle restrizioni che la mia stessa mente mi impone, liberare il mio spirito dalle retoriche che l’ambiente mi propina ed usare fino all’ultima goccia dei miei giorni per tentare di “osservare e servire il potere dell’Amore”.

E’ da tale tentativo che nascono gli allenamenti on-line, quelli in strada al martedì e al venerdì, gli allenamenti a Vigatto la domenica, il canale Telegram, i video su YouTube e gli articoli del mio sito

Non si tratta affatto di fare un po’ di ginnastica, in attesa che tutto torni come prima.

Si tratta di utilizzare l’Aikido per vincere su noi stessi e condurre il nostro mondo verso un futuro in cui siamo più forti, più umani e più in contatto con chi siamo veramente.

Sono certo che O’ Sensei sarebbe orgoglioso di noi, anche se stiamo praticando con la tuta ed ogni tanto facciamo qualche esercizio con gli ACDC a tutto volume… 🙂

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Ringrazio di cuore tutti gli allievi che si stanno sforzando di traghettare il nostro Dojo verso il futuro.
Ringrazio i genitori degli allievi più giovani, per l’incredibile lavoro che stanno facendo e per la cura con cui sostengono i loro figli.
Ringrazio il M° Michel Nehme, i maestri del gruppo Aikido Insieme Italia e tutti i compagni di tatami, perché sono fari di amicizia e determinazione che permettono di mantenere la rotta.